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OSTEOPATIA - Dott. Francesco Paolini

OSTEOPATIA

La via alla salute attraverso l'apparato muscolo-scheletrico

L'osteopatia è stata fondata più di un secolo fa dal Dr. A.T. Still, statunitense, il quale decise di utilizzare un approccio diretto sul paziente, senza intermediari chimici. Sul termine "Osteopatia" si fa spesso confusione; in realtà nasce dall'unione di "Osteon" (osso, in greco) e "Pathos" (sofferenza), intendendo così mettere in stretta relazione lo stato della salute con la struttura osteo-articolare.
I principi sui quali il Dr. Still ha basato questa terapia sono:
- la globalità del corpo umano;
- la relazione tra struttura e funzione;
- la capacità di autoguarigione del corpo umano.
Di conseguenza l'osteopatia, attraverso un trattamento esclusivamente manuale, cura il sintomo cercando di ridare alle strutture del corpo la capacità di svolgere la loro funzione in modo corretto. Per strutture non si intende solo il sistema muscolo-scheletrico (benché preponderante), ma anche i visceri ed il tessuto connettivo
nelle sue varie specializzazioni.
L'osteopata interviene laddove si è creata una limitazione di movimento in una o più zone del corpo tale da alterare l'equilibrio posturale dell'individuo.
Facciamo un esempio: in seguito ad una caduta sulla spalla si può produrre una limitazione articolare dell'omero, ma anche della clavicola e per il contraccolpo, di una o più vertebre del tratto cervico-dorsale. Il dolore scompare nel giro di breve tempo, ma le limitazioni articolari permangono ed influenzano la mobilità locale. Ciò comporta un tentativo continuo di compenso da parte del corpo per permettere lo svolgimento delle normali funzioni e questo adattamento avviene con una ipermobilità compensativa di altre zone ed un cambiamento di postura rispetto a quella abituale del soggetto. Questi cambiamenti, nel tempo, possono provocare dei sintomi, spesso a distanza dalla regione in cui si è verificato il trauma.
Gli stretti rapporti del sistema muscolo-scheletrico con il sistema nervoso e circolatorio ci fa capire come una disfunzione articolare e/o una contrattura muscolare possano favorire l'insorgere di molti disturbi apparentemente non in relazione con problemi articolari.


VISITA E TRATTAMENTO
L'osteopata si occupa dell'aspetto meccanico dell'individuo, quindi la sua visita è orientata in questo senso e la sua diagnosi non ha niente a che fare con la diagnosi medica. In generale l'osteopata cerca di ricevere le informazioni che il corpo gli può dare, quindi valuta la postura e la qualità dei movimenti articolari del paziente
oltre alla tonicità muscolare. Queste sono le valutazioni più generiche; poi ci si concentra sulle informazioni che la mano riceve dai tessuti: è la valutazione delle tensioni fasciali e dei movimenti articolari a livello cranico. In questi casi occorre una notevole sensibilità; si dice infatti che le dita' dell'osteopata devono "sentire,
pensare e vedere", un modo per dire che la valutazione palpatoria è comunque il mezzo diagnostico più importante per l'osteopata.
L'obbiettivo è trovare i punti di maggior limitazione articolare, comprendere quali sono i più importanti e trattarli.
Il trattamento è esclusivamente manuale e va dalle manipolazioni articolari alle tecniche di rilasciamento delle tensioni muscolari e fasciali, fino alle tecniche craniosacrali e viscerali.


IL MECCANISMO CRANIOSACRALE
All'inizio del secolo il Dr. W. G. Sutherland ebbe un'intuizione per lui sconvolgente derivante dall'osservazione delle suture craniche che sembravano conformate in modo da permettere dei micromovimenti ed impiegò diversi anni nel tentativo di dimostrare a se stesso che si stava sbagliando. Ebbe invece la conferma del fatto che a livello delle suture craniche esiste una certa elasticità che permette dei movimenti ritmici indipendenti dal ritmo respiratorio, ma conseguenti alla motilità del sistema nervoso centrale. Questa motilità, di espansione (con riempimento ventricolare) e di ritorno alla norma (con parziale svuotamento ventricolare) ha un ritmo di circa 10-12 pulsazioni al minuto e si trasmette attraverso le meningi alle ossa craniche e all'osso sacro (le meningi awolgono il midollo spinale e si inseriscono a livello della 2° vertebra sacrale). Qualsiasi evento traumatico a livello del cranio o del sacro può influenzare negativamente questo meccanismo nel suo ritmo o nella sua ampiezza determinando effetti di vario tipo, sia a livello del sistema nervoso centrale e vegetativo, sia a livello circolatorio. Inoltre, se l'evento traumatico awiene nel neonato o nel bambino influenzerà la crescita ossea del cranio e del resto del corpo. L'osteopata è in grado di percepire, attraverso' la palpazione del cranio e del sacro, la qualità del movimento e ha la possibilità di intervenire con tecniche di manipolazioni dolci per ristabilire una condizione di normalità o comunque migliorare la situazione.

I VISCERI
Perché manipolare i visceri? L'osteopatia si interessa al movimento; qualunque struttura del corpo che riduce la qualità del suo movimento crea un problema meccanico e questo avviene anche a livello viscerale (per comodità si parla di visceri anche quando ci si riferisce agli organi, quindi al fegato, al rene, etc.)
La mobilità dei visceri è dipendente da quella dei diaframmi toracico e pelvico che si muovono sincronicamente nel corso degli atti respiratori.
Esiti di processi infiammatori, di interventi chirurgici o di traumi diretti sono le cause delle limitazioni di mobilità a livello dei visceri.
Questa alterazione di mobilità determinerà, alla lunga, una necessità di compenso da parte delle strutture ossee e muscolari con i quali hanno relazioni anatomiche. Avremo così un'influenza sulla postura, senza considerare che un viscere con una cattiva mobilità può andare più facilmente incontro a problemi funzionali e, forse, anche organici.
L'osteopata in realtà non manipola i visceri, ma le sue inserzioni alle strutture circostanti con lo scopo di ridare mobilità ai visceri stessi.
Come si vede, la preoccupazione principale dell'osteopata è ristabilire un corretto movimento, il resto lo farà il corpo. Una delle frasi più famose del Dr. Still era: "trova la limitazione, trattala e lasciala da sola", dove lasciala da sola indica appunto di lasciare che sia il corpo a trovare il miglior equilibrio possibile.

INDICAZIONI
Viste le premesse si intuisce che l'osteopatia può essere utile nel trattamento di numerosi problemi, sia come terapia elettiva che di supporto.
Comunque i motivi più comuni per i quali le persone si rivolgono all'osteopata sono i dolori articolari e muscolari, le nevralgie dei nervi periferici collegate a compressione radicolare, le cefalee e le emicranie (una volta escluse patologie di pertinenza medica), le sinusiti, l'asma ed altri disturbi a carico dei vari sistemi (digerente, urinario, genitale).
Un capitolo a parte riguarda i bambini, il cui trattamento è soprattutto preventivo in funzione della crescita sia della colonna vertebrale che della bocca, ma sono stati ottenuti risultati incoraggianti in bambini con gravi disturbi neurologici.
L'osteopata che ha seguito un corso adeguato è in grado di valutare le controindicazioni ad alcune tecniche a seconda del tipo di paziente e dei suoi problemi.
A questo proposito le uniche scuole che garantiscono serietà sono quelle riconosciute dal Registro degli Osteopati Italiani (ROI) che rilasciano un diploma alla fine dei corsi. Purtroppo la confusione che regna attualmente in Italia (ma anche in altri paesi europei) fa si che molti terapeuti o medici si definiscano osteopati (a volte in buona fede)_pur non avendo una preparazione completa in questo campo.
Va ricordato inoltre che, al momento attuale, l'Osteopatia è riconosciuta ufficialmente negli USA, in Australia ed in Gran Bretagna.
Per ulteriori informazioni relative al registro ed ai suoi iscritti telefonare alla Segreteria del ROI: 0521-200556.

 

 

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